lunedì 24 agosto 2015

Isole.

Sono nata in un'isola. Un'isola bella, bella come poche. Ci ho vissuto con una felicità altalenante. Quando me ne sono andata mi piangeva il cuore. Chi nasce in un isola, in quell'isola, rimane un isolano a vita. È una condizione dell'animo, non solo fisica. La Sicilia è più dentro di te che fuori.
Adesso vivo in una terra vasta chilometri e chilometri eppure mi pare di essere ancora in un'isola, un'isola diversa però, fatta di solitudine, fatta di un mondo di persone che non significano niente, che non conosci, che non hai voglia di conoscere. Sono in un momento della mia vita in cui sento il bisogno di ancore, di sicurezze, di suoni conosciuti, della mia lingua, dei mie sapori. Mi sento sola e vorrei tanto tornare a casa, ma solo col cuore. Non posso più tornare e, in questo periodo, non sono felice di restare. Sono in una prigione emozionale. Ieri sera, mentre con mio marito sorseggiavamo una birra, pensavo a quanto più buona sarebbe stata quella birra se bevuta con i nostri amici di sempre, se l'avessimo accompagnata con un po' di chiacchiere e risate, se avessimo potuto sentirci a casa per qualche istante. Avrei pagato oro per passare una serata, ma anche solo parte di essa, con i nostri amici. Ho sofferto, mi è venuto il magone. 
Questi sono giorni lunghi, soli e un po' tristi per me. 
Amo gli Stati Uniti e la vita che da anni ormai offrono a me e alla mia famiglia, se solo non ci fosse quell'oceano in mezzo forse però li amerei ancora di più.

sabato 15 agosto 2015

Ferragosto.

Oggi è Ferragosto. Non ne festeggio uno da anni. Quand'ero in Italia passavo come molti la notte precedente in spiaggia, a fare un falò e il bagno di mezzanotte. Cioè quand'ero molto giovane. Quando non avevo figli. 
Nel mio paesello di origine in questi giorni c'è la festa del paese, quella che riempie la via principale di bancarelle, durante la quale le persone fanno avanti e indietro lungo il corso principale mille e una volta. La festa del paese, in Sicilia, vuol dire mangiare calia e simenza. Buona la simenza. I vecchietti si siedono davanti la loro porta di casa e guardano e sparlano di chi passeggia :)
Ho anche passato il Ferragosto in campeggio al mare con gli amici un paio di volte. A fare nulla. A chiacchierare e a ridere per ogni minchiata
Oggi invece sono andata a fare una passeggiata con la mia famiglia lungo le sponde del Lady Bird Lake. Abbiamo fatto un salutino a Stevie Ray Vaughan e poi siamo andati a mangiare una bistecca. Solo perchè è sabato e non si lavora, altrimenti sarebbe stato un giorno come tutti gli altri. 


Questo post prende spunto da una discussione su fb iniziata da Emanuele. Grazie Emanuele ;)

giovedì 13 agosto 2015

Nostalgia canaglia.

Questo periodo è uno di quelli in cui tornerei anche a nuoto in Italia. Così, per dire.

giovedì 30 luglio 2015

La partenza.

La prima settimana a Austin e' stata abbastanza impegnativa... gia' dalla partenza.
Per evitare scali,  io e mio marito (piu' lui che io) abbiamo deciso di volare da Toronto (Canada), quindi ci siamo messi in macchina dopo aver salutato la nostra casetta ormai vuota e ci siamo diretti verso il confine. Abbiamo passato la notte in hotel e il giorno seguente ci siamo recati in aeroporto. Li', al check in, l'assistente ci chiede i passaporti e noi glieli diamo...tre. Per il piu' piccolo avevamo solo il certificato di nascita e lei ci dice chiaramente che non potremo volare. PANICO. Mio marito prova a spiegare la situazione. Le dice che pensavamo bastasse il certificato (come per gli USA?), che tanto dagli Stati Uniti veniamo e li' rientreremo con volo diretto, che non abbiamo piu' una casa nella quale fare ritorno quella notte, etc. etc. La tipa, una volta avute le @@ piene,  chiama il suo superiore e ci dice di vedercela con lei. Questa, per fortuna decide che se gli americani (vabbe', statunitensi) accettano di farci entrare via aerea col solo certificato per il piccolo, per lei non ci sono problemi, e noi, come se nulla fosse, ci presentiamo allo sportello doganale, dove l'ufficiale di turno non fa una piega, controlla il certificato, chiama un suo collega per avere non so che tipo di assistenza (e li' noi di nuovo panico), ci timbra le carte di imbarco (non i passaporti, proprio le carte di imbarco) e ci augura un buon viaggio.
Abbiamo volato con Air Canada: una cagata pazzesca! Un aereo piu' piccolo di un autobus. Ci abbiamo passato piu' di tre ore a bordo, durante le quali ci e' stato offerto solo un bicchiere PICCOLO PICCOLO di una bevanda a nostra scelta con solo DUE cubetti di ghiaccio. Non un pacchetto di pretzel, di biscottini, di arachidi, nulla. 
Siamo stati felici (e sollevati) di arrivare ad Austin. Arrivassero pure le nostre cose non sarebbe male...

domenica 19 luglio 2015

Casa dolce casa.

Ultima notte nella nostra Casa Dolce Casa.
Sembra solo ieri e invece sono passati quattro anni da quando l'abbiamo costruita. Con fatica. Con sacrifici. Abbiamo visto scavare quel terreno da noi scelto. Abbiamo fotografato ogni fase. La prima foto e' quella di noi due, sorridenti e felici come due bambini, col cartellone con su scritto Sold piantato  nel nostro pezzo di terra.
Abbiamo annaffiato quel terreno scuro finche' non e' cresciuto il nostro prato.
Quando e' nata nostra figlia abbiamo fatto piantare nel giardino di fronte casa un albero dai fiori rosa, come piacciono a me, perche' quell'albero crescesse insieme a lei. Quando poi ha compiuto due anni le abbiamo fatto installare un parco giochi tutto suo. Le abbiamo preso tanti altri giochi da giardino, perche' ci passasse tanto tempo in allegria. L'abbiamo vista crescere e giocare spensierata, togliersi le scarpe e correre a piedi nudi nel nostro prato e, durante i lunghi inverni buffaliani, ridere a crepapelle mentre cadeva cercando di camminare nella neve troppo alta per lei.
Abbiamo trasformato il salotto nella sua stanza dei giochi. Questa casa e' stata piu' sua che nostra. Ho amato viverci ogni secondo di questi quattro anni. Adesso ci vivra' un'altra coppia giovane, un bimbo di pochi mesi. Sara' lui a correre per il nostro prato negli anni a venire e sara' lui a vedere fiorire quell'albero dai fiori rosa. Noi saremo altrove, speriamo felici, ma questa casa, quell'albero  saranno sempre parte di noi. 

lunedì 22 giugno 2015

Comprare e vendere l'usato: Craigslist & garage sale.

Tra un mese esatto io e la mia famiglia ci trasferiremo in Texas e in queste settimane siamo immersi nei preparativi. Avendo venduto casa a Buffalo e avendo invece affittato un appartamento con sole due stanze a Austin, per questione di spazio, ci tocca vendere molte delle nostre cose e per farlo stiamo usando due dei mezzi piu' popolari negli States: il sito Craigslist e il garage sale.

Craigslist e' praticamente la versione americana di Subito.it: un sito di compra/vendita, in cui si puo' anche cercare lavoro.
La mia esperienza personale mi ha insegnato che ci sono citta' (Stati?) nel quale e' piu' usato di altri. Qui a Buffalo non e' popolare come lo e' a San Diego (CA) per esempio, ma siamo comunque gia' riusciti a vendere un po' di roba tramite il sito.
Craigslist e' anche un po' famigerato perche' alcuni annunci hanno dato vita a delitti. Ho pure visto un film a riguardo (The Craigslist Killer).

Altra cosa sono invece i garage sale che consistono semplicemente nel mettere in esposizione nel proprio garage (e driveway) le cose che si vogliono vendere e aspettare che qualcuno si fermi comprarle. Noi ne terremo uno questa settimana. In realta' non lo facciamo solo noi, ma partecipiamo a un evento annuale del mio quartiere. Saremo almeno una cinquantina di famiglie (o forse di piu')  impegnate ognuna nel proprio garage sale. Lo scopo e' invogliare un maggior numero di possibili acquirenti a venire a dare un'occhiata. Normalmente si disseminano dei cartelli che indicano luogo e data del garage sale lungo le vie limitrofe, noi, in questo caso, lo abbiamo persino pubblicizzato su giornali locali e anche proprio su Graigslist. 
Ricordo che a San Diego si facevano anche molti yard sale, ma qui, quelli, si potrebbero fare solo tre, forse quattro, mesi all'anno vista la differenza di clima :/

Anyway! Se siete a Buffalo o dintorni e vi serve una pala per spalare la neve o qualche irrigatore da giardino, venite a farmi visita: tanto a me presto non serviranno piu' ;)

sabato 13 giugno 2015

"Io no che non m'annoio e non m'annoio".

Quasi un anno e mezzo dall'ultimo post:
un figlio in piu';
una casa in meno;
un appartamento ancora da abitare;
una citta' nuova da scoprire.

Prossimamente da Austin, Texas.